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Archivio Luglio 2007

Perchè?

30 Luglio 2007 34 commenti

Tutti i problemini di salute che ho avuto in queste ultime settimane,  mi hanno impedito di andare a trovare i miei in montagna, ma sabato scorso mi sentivo abbastanza bene, così ho preparato una piccola valigetta, ho preso sotto braccio il mio cucciolotto Morfeo (Kiki l’ho lasciato a casa, per non creare troppa confusione dai miei) e sono partita!!! Sono rientrata ieri sera, anche se inizialmente avevo pensato di tornare giù stamattina… Al di là del fatto che tornare ieri sera mi ha risparmiato di ritrovarmi bloccata sull’autostrada per un incidente che ha causato 3 morti, ho passato tutto il viaggio di ritorno a maledirmi perchè potevo rimandare la partenza di un giorno, potevo tornare giù stamattina e passare più tempo con i miei… invece no, ieri ad un certo punto mi sono sentita come in preda ad un attacco di claustrofobia e nonostante tutti i tentativi fatti da mia mamma per farmi restare, ho acceso la macchina e sono partita…

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“Alla Luna”

27 Luglio 2007 21 commenti

Ieri sera, mentre guardavo la tv al buio, ho visto un raggio di luna che entrava dalla finestra aperta… Mi sono girata e sono rimasta in adorazione per qualche secondo… Il panorama che vedo da casa, non ha niente di particolarmente bello, non vedo montagne innevate o spiagge bagnate dal mare, ma il cielo blu illuminato a giorno dalla luce della luna, ha trasformato quell’angolo di Milano in un luogo meraviglioso..

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“Bella”

26 Luglio 2007 15 commenti

Di solito quando mi metto in sella al mio scooterino con la musica a tutto volume nelle orecchie, riesco a sentirmi bene, riesco a sentirmi felice, come se lo fossi anche nella realtà, ma ieri non è andata così. Tornando a casa, dopo aver trascorso una giornata all’insegna degli sbalzi di umore, sono stata assalita da una voglia incredibile di piangere.. Ferma al passaggio a livello, mentre ascoltavo una canzone degli Evanecensce  (credo) ho sentito due lacrime scendere a rigarmi le guance. Ero circordata da persone, che come me, aspettavano il passaggio del treno, per cui ho ricacciato dietro alle mie palpebre tutte le altre lacrime con la promessa che appena arrivata a casa, avrei dato loro l’ok per uscire copiose… Con questo tranello sono riuscita a non scoppiare a piangere, ma la testa ha continuato lo stesso a spaccarmi il cuore con quella "categoria di pensieri" che, quando decidono di venirmi a trovare, non riesco a scacciare… mai… Il consiglio che ti danno quando sei assalita da brutti pensieri è quello di pensare a qualcosa di "bello", ma per me questa frase è come una lama a doppio taglio, perchè è proprio la parola "bello" che genera in me questo dolore e questa profonda tristezza… Già, una parola di 5 lettere, ha il potere di trasformarmi nell’essere più infelice sulla faccia della terra… Convivo con questo dolore da quando ho capito che per la società in cui viviamo io non rientro nei canoni di una persona "bella". Sinceramente non riesco a ricordare di preciso quale sia stato il momento esatto in cui ho realizzato questa cosa, però ho un ricordo vivo nella mia mente, un ricordo che risale a secoli fa, ma che brucia come se fosse successo solo la settimana scorsa… Dopo scuola, lezione di danza classica, tutta la classe vicino alla sbarra dentro a questa sala enorme che ha il classico odore delle scarpette da ballo, non so descriverlo, ma è proprio quello lì.. io, con il mio tutù bianco e qualche kiletto di troppo, sono in fila dietro alle mie compagne per provare il balletto per il saggio di fine anno… parte la musica, partono i primi passi… ne faccio pochi e poi la musica si interrompe… la suora (si sono andata in un istituto femminile gestito da suore) si avvicina a me, mi guarda con aria schifata e mi dice imitandomi: "Barbara sei un pezzo di legno, più sciolta… più sciolta!" Le risate partono alte  ed arrivano alle mie orecchie con la stessa violenza di un calcio nello stomaco… Forse ho replicato qualcosa, non ricordo, so solo che da quel momento ho realizzato che ero e sarei rimasta sempre "un pezzo di legno"… ed infatti le cose non sono cambiate in tutti questi anni, anzi se possibile sono peggiorate… Dopo le elementari, sono arrivate le medie e poi le superiori… Vedevo le mie compagne crescere, diventare carine ed attirare gli sguardi dei ragazzi, io invece nascosta dietro alla timidezza ed alle mie paure, restavo sempre in disparte e soffrivo in silenzio, mentre loro mi raccontavano delle prime esperienze.. il primo bacio, il primo bacio con la lingua… tutte quelle cose meravigliose che io potevo solo leggere sul giornalino "cioè". Alle superiori, ho passato uno dei momenti peggiori della mia "depressione perenne". Dopo aver fatto i compiti, mentre aspettavo che i miei tornassero dal lavoro, spegnevo le luci della camera da letto, al buio indossavo le cuffie del mio walkman e tutti i giorni, dico tutti i giorni, ascoltavo la stessa cassetta con canzoni d’amore struggenti. Mi mettevo alla finestra e piangevo, piangevo, piangevo… ininterrottamente… piangevo, piangevo, piangevo… ininterrottamente… chiedendomi sempre la stessa cosa: "chissà cosa si prova ad essere bella, chissa cosa si prova nel sentirsi dire… sei bella", già… chissà cosa si prova, me lo sto ancora chiedendo…  me lo sono chiesta anche ieri, mentre aspettavo che passasse il treno, perchè quella ferita, quello squarcio profondo che ho nel cervello e nel cuore, non è mai guarito… nonostante io abbia avuto le mie esperienze, come tutte le ragazze normali… anzi forse ne ho vissute anche di più delle ragazze normali (ho un passato etero, un passato in cui ho vissuto una relazione a "tre" ed un passato e presente gay) continuo a sentire il sangue che esce dalla ferita e Dio solo sa (ma forse neanche lui) quanto male fa… vivo questo dolore portandomi tutto dentro, dentro a questo corpo che odio e che mi tiene prigioniera… Si, prigioniera è la parola giusta, non c’è altro modo per definire la mia condizione… Ieri ci pensavo, potrei essere la protagonista di una di quelle meravigliose favole giapponesi che tanto amo: "La geisha ed il brutto anatroccolo".  L’amore per il Giappone e per la figura della "geisha" sono nati molti anni fa, in quei pomeriggi solitari in cui mi ritrovavo da sola, con i miei libri… Leggevo per ore le storie e le vicissitudine di queste "figure meravigliose" che rappresentano la personificazione della parola "femminilità" ed immaginavo di poter avere la loro grazia, la loro bellezza e la loro essenza di donna… ma  quando chiudevo il libro e ritornavo alla realtà, quello che vedevo ero solo io, il brutto anatroccolo in cui la "meravigliosa geisha" è stata imprigionata… e purtroppo nella realtà, il brutto anatroccolo non è destinato a trasformarsi nel "cignogeisha", resta brutto e l’unica cosa che può fare è quella di imparare a convivere con la propria bruttezza, per soffrire il meno possibile anche se vive in uno stagno in compagnia di splendidi cigni… Verbi al passato e verbi al presente hanno caratterizzato questa mia ultima frase, c’è un motivo semplice per spiegare questi errori, io ancora oggi, a distanza di anni, penso di essere una geisha imprigionata nel corpo del brutto anatroccolo e sto ancora cercando di imparare a non soffrire… a volte ce la faccio, a volte no… ieri è stata una giornata no ed oggi ne pago ancora le conseguenze… 

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La paranza è una danza che si balla nella latitanza…

25 Luglio 2007 12 commenti

Se fossi uno scrittore potrei giustificare la mia assenza dal blog dicendo: "ho il classico blocco dello scrittore che volete farci" ma siccome non sono neanche lontanamente una scrittrice (anche se era un mio sogno nel cassetto, ve l’ho mai detto?) devo cercare da un’altra parte la causa della mia assenza (totale) di ispirazione… Per farvi capire che non sto scherzando, vi posso dire che ho inziato questo post svariate volte, ma non sono mai arrivata alla fine… Scrivo qualche riga, rileggo e cancello…  infatti non so se questa sarà la versione definitiva che pubblicherò… eppure ne avrei di cose da dire… potrei parlare di mio papà.. dei problemini di salute che mi affliggono da un pò di tempo… dei miei cuccioli adorati…  di te che mi hai chiesto "perchè lo fai?"… del mio lavoro… mah…. cosa potrei dire di diverso da quello che ho già detto milioni di volte? Niente… e non so neanche perchè…

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Prova

22 Luglio 2007 14 commenti

Ok dopo questo giuro che vado a letto, se penso che è da un’ora che ti ho dato la buonanotte mi viene quasi da piangere… ma sono fatta così, finchè non capisco una cosa vado avanti a testa bassa, senza guardare in faccia a nessuno, soprattutto al Sig. Tiscali, che con questa nuova piattaforma mi sta tirando scema…. però in fondo dovrei ringraziarlo, perchè mi sta dando l’opportunità di imparare delle cose nuove… I CSS questi sconosciuti :-)

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Che notte di fuoco… non in senso metaforico… purtroppo!

19 Luglio 2007 18 commenti

Stanotte all’una ho cercato di andare a letto, in cuor mio sapevo già che sarebbe stata un’impresa vana, visto il caldo soffocante, ma ho deciso di provarci lo stesso..

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Il castello del Conte Dracula…

18 Luglio 2007 7 commenti

In vendita il castello del Conte Dracula

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Cucciolo portafortuna

17 Luglio 2007 15 commenti


TOKYO (Reuters) – Un cucciolo di chihuahua è diventato l’ultimo beniamino del Giappone dopo che è venuto alla luce con una macchia a forma di cuore sul manto.
Il cagnolino, è nato il 18 maggio in un negozio di animali di Odate. Il gestore Emiko Sakurada, che ha allevato un migliaio di cuccioli, creda che l’insolito evento sia un segno portafortuna.
"Da quando è nato, non solo a me ma a molte persone che l’hanno visto ha portato fortuna", ha detto Sakurada.
Il cane è diventato una celebrità dopo che una tv locale ha diffuso le sue immagini. Da allora il suo proprietario è stato sommerso da richieste di clienti che vorrebbero acquistare il cagnolino.

Mi sono letteralmente innamorata di questo cucciolo che mi ricorda tanto Morfeo, per il manto bianco e per le macchie caffèlatte, anche se lui non ne ha una a forma di cuore…

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Blackout

16 Luglio 2007 16 commenti

La settimana del lancio della nuova piattaforma Tiscali, ha coinciso con la mia settimana di malattia e visite mediche…

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Gente che va… Gente che viene…

2 Luglio 2007 33 commenti


Ho appena finito di fare il trasloco di scrivania.
Venerdì è andato in pensione un collega..
Il collega che mi ha insegnato il lavoro quando sono entrata qui dentro, nel lontano 3 giugno del 1991.
My God, sono già passati 16 anni…
S E D I C I A N N I ! ! !
Mi sono seduta al suo posto e mi ha assalita una certa malinconia…
Mi è venuto il mente il primo giorno di lavoro…
Miiiiiiiiiiii com’ero agitata ed imbranata, con il mio zainetto a righe dell’invicta, seguivo il responsabile di settore nei vari uffici, senza riuscire a guardare nessuno negli occhi (dannata timidezza).
Dopo svariate strette di mano, siamo arrivati nell’ufficio a cui ero stata assegnata e mi hanno presentato il mio capo ed i nuovi colleghi di ufficio.
Il capo era una donna, ricordo che mi ha fatto subito una buonissima impressione, perchè a differenza delle “fighette di legno” conosciute fino a quel momento, lei era vestita in modo stravagante e tutto poteva sembrare tranne che una “alla moda” e con la “puzza sotto al naso”.
Con gli anni questa donna è diventata la mia seconda mamma, lei amava chiamarmi la sua figlia lavorativa…
Mi ha preso sotto la sua ala protettrice e fino a quando siamo rimaste insieme, mi ha aiutato a crescere e maturare… e non solo nel campo lavorativo…
Un donna stupenda, sotto ogni punto di vista..
Non ho ancora ritrovato nella mia vita, una persona così buona, disponbile, gentile e sempre pronta ad aiutare il prossimo…
Forse è per questo che mi manca così tanto, da quando è morta qualche mese prima di andare in pensione, alcuni anni fa…
Che ca770 di ingiustizia…
In quei 13 anni passati insime, sempre scrivania a scrivania, spesso scherzando ricordavamo il giorno in c’eravamo incontrare…
Lei ridendo, mi diceva che appena aveva visto il mio zainetto colorato aveva capito che sarei finita nel suo ufficio…
Chissà perchè poi… forse perchè non ero e non sono una “fighetta di legno”… e questa è stata la mia fortuna…
Io, lei ed il collega appena andato in pensione, abbiamo sempre lavorato nello stesso ufficio, nonostante diversi cambi di sede di lavoro…
Ne abbiamo viste di cose…
I primi pc olivetti, schermo nero e scritte verdi…
Centinaia di disketti per salvare i dati..
Pagine e pagine di dati stampati con stampanti grosse come case…
Rotoli di carta per le calcolatrici accumulati sul pavimento…
L’arrivo dei primi pc con windows…
Il monitor a coloriiiiiiiiiiiiiii
Word e Lotus…
I programmi lanciabili da dos…
per non parlare poi dei primi giochi per il pc… ore ed ore passate a giocare a Prince of Persia… che grafica!!!
Quanti ricordi…
..e quanto passa il tempo…
Maria ormai non c’è più…
Paolo è andato in pensione…
La ruota gira… gira ad una velocità assurda…
…e adesso sono qui, con nuovi colleghi, simpatici certo, ma il legame che avevo con loro due (soprattutto con mamma maria) non si è più creato con nessuno…
Forse perchè sono cambiata e le esperienze di vita mi hanno portata ad essere meno timida e meno imbranata, ma meno disposta a fidarmi delle persone…
Maria era l’unica che sapeva della mia scelta di vita sessuale…
Sapevo che lei non avrebbe mai usato quest’arma per screditarmi in ufficio, ma la stessa fiducia non ce l’ho in nessun altro…
…e così vivo nascosta dietro a vocali maschili, ogni volta che parlo del(la) mio(a) fidanzato(a)… non è facile, ma devo farlo per me, anche se non voglio restare qui dentro a lungo, devo tutelarmi, perchè colleghi come Maria non ce ne sono più…
Mi manchi Mariù… Mi manchi tanto…

Beh, adesso comincio a lavorare, nella mia nuova postazione, mentre Paolo si gode il suo primo giorno da pensionato, beato lui!!!!!!

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